SIX MINUTE WAR MADNESS lyrics

L'ORA GIUSTA

Arma la pistola che stavolta forse è l'ora giusta per
insidiare un po più da vicino chi si occupa di te

Ormai non hai più tempo di
aspettare un'altra estate
Ma poi che differenza fa
aspettare un'altra estate

Carezzarne il gusto non è male quanto ti procurerà
Gonfio, psicopatico e maiale non parlare spara !

Ormai non hai più tempo di
aspettare un'altra estate
Ma poi che differenza fa
aspettare un'altra estate

HARDBOILED

Il ferro è ancora caldo e l'anima
del fabbro è una fessura morbida
La femmina si apre appena per
sentire il sesso fino al limite

Debole
gocciola la tribade

A volte il cappio piace perchè da
la sensazione giusta e unica
Già sente l'appetito crescere
il porco non rinuncia a uccidere

Facile
dominare e offendere

Io non posso più
decidere se
avere pietà
è giusto per me

Debole
gocciola la tribade

CHIUSO DENTRO

Sei chiuso dentro da troppo tempo e
urli ma non c'è
uno che possa aprire la porta per
farti credere
che non verranno a ridere di te
ma sai già che ti faranno male

Tu picchi e il sangue scorre tra i pugni chiusi
tutto sembra che
stia immobile di fronte alla tua
forza inutile
Verranno qui a chiedere di te
urleranno da farti impazzire

Cerchi un vuoto che non c'è
L'attenzione è al limite

Siediti e pensa
e rinfrescati le vene
il dolore serra le catene

Sei chiuso dentro e picchi più forte per
farti credere
che tornerai a casa fischiando un
pezzo facile
Ma non c'è verso prepara il cuore
il tuo tempo è tempo che muore

Siediti e pensa
e rinfrescati le vene
il dolore serra le catene

E non pensare che
non lo sappiano

DOVE NON C'E' PIU' VENTO

Lo vedi, dimmi se vedi / che sono sfatto e non sto più in piedi
ho dato tanto e forse anche di più / ma non basta mai  per ciò che cerchi tu
che sei ancora dentro di te / che sai ancora che cosa c'è
io sento sempre più freddo ormai / e faccio tutto per niente

Ora penso e penso / a cosa serve stare ancora qui
dove non c'è più vento / e si restringono i miei limiti
e non credo a quando / in un istante dimenticherò
passerà troppo tempo e io / io  continuo a stare fermo

Lo credi dimmi se credi / sia il modo giusto che te ne freghi
di tutto quanto che in fondo ci sarà / un'altra occasione capiterà
e sarà assai meglio della mia / che sa di vino e di malattia
ormai ho aperto la porta sai / le sto arrivando nel ventre

Ora cerco e cerco / un appiglio per restare qui
e sappi che non mi pento di / essermi fatto prendere così
e non chiedo altro / so che tanto non mi servirà
punterò meno in alto / io sono ancora un grande a fingere

Ora crepo dentro / stringe forte la gola e mi soffoca
il dolore che sento / e non riesco a liberarmene
e non credo a quando / in un istante dimenticherò
passerà troppo tempo e io / io continuo a stare fermo

Lo vedi, dimmi se vedi / che sono sfatto e non sto più in piedi
ho dato tanto e forse anche di più / ma non basta mai  per ciò che cerchi tu
che sei ancora dentro di te / che sai ancora che cosa c'è
io sento sempre più freddo ormai / e faccio tutto per niente

IL TUO NEMICO IN PIU'    

Io non so, sempre qual'è la differenza
ma vedrò se esiste un modo di andar via
qui non va, non era quello che cercavo
ma verrà il giorno giusto anche per me

Sicuro che verrà

Come un fucile carico, il mio sguardo su di te
il suono è sporco e torrido, l'autunno è caldo e libero
io non ci sto, io non ci sto,
a farmi fottere da te

Sicuro che verrà 

E' un risvolto ma non è meno importante della tua
necessità di vincere, promettere e confondere
ma non con me, ma non con me
sarò il tuo nemico in più

Sicuro che verrà 

Io non ho nemmeno un'auto per scappare via
da questa cazzo di città
o una scimmia immonda sulla schiena
che mi faccia stare bene almeno un po'

UN TIRO ANCORA

Dammi un tiro ancora
che non è la sera che smetterò
mi guardo e poi
vedo nello specchio qualcosa in più
e il male che
avevo nascosto dentro mi ha detto
dammi un tiro ancora
che non è la sera che smetterò

Dimmi chi sei
che cosa vuoi
il fiato è sempre
più corto ormai

Uno sguardo al tempo
che è così lontano e mi sembra di
sentire che
sotto i piedi tutto si muove un pò
e non mi va
di spiegarlo tanto non serve e poi
non posso sai
fottermi con una canzone

Dimmi chi sei
che cosa vuoi
il fiato è sempre
più corto ormai

LA TEMPESTA

Guardami, guardami, guarda se lo vuoi
prova a descrivermi, provaci se puoi
non ho più gli occhi per riconoscere
quello che di buono c'era dentro di me

E' una tempesta e travolge
la terra fertile
mi dispiace se non è facile
comprendere per te

Prendimi, prendimi, portati con te
quello che brucia e che ti fa ridere
sembri più giovane anche adesso che
scegli di andare via per resistere

A un'altra storia che è fragile
e non sai bene se
ti dispiace oppure è più facile
voltarti e andartene

Non sai !

Via di qui, via di qui, per favore vai
non c'è più niente che, che ti fermi ormai
non ce la faccio più a reggere lo sai
in culo a chi come te gioca coi miei guai

E' una tempesta e
travolge la terra fertile
mi dispiace se non è facile
distinguere per te

Non sai!

PURO

Sembra fatto apposta per
guardare dentro e dirtelo
dove scioglie l'occhio è
impossibile descriverlo
adesso che non paura
non mi va di andare via di qui

Ma
sentirò
so
ch'è un attimo
che per me
per me è così
non bevo per
conoscermi

Ho paura di affondare
e continuo a dirtelo
non mi dire cosa fare
sto guarendo piango solo un po'

Tutto quello che hai da dire
so che non mi servirà
ti muovi bene e il tuo respiro
scava dentro l'anima
non possiamo più aspettare
se mi guardi capirai perchè

Ma
sentirò
so
ch'è un attimo
che per me
per me è così
non bevo per
conoscermi

Ho paura di affondare
e continuo a dirtelo
non mi dire cosa fare
sto guarendo piango solo un po'

PANAGULIS 

Sempre più pallido
conti i tuoi giorni nel
buio del tuo angolo
nudo e immobile

Viene la nausea nel
sapere perchè
vendono il culo e poi
giustiziano te

E si consuma tutto quello che hai
è una prigione che non si aprirà mai

Una ragione c'è
ma non ti illudere
tutto è dietro di tè
tutto è dietro di tè

Le gambe tremano e non reggono più
come une pietra al collo sempre più giù
un'altra frase per frenare il terrore
ti scoppia in gola un grido che non muore

Una ragione c'è
ma non ti illudere
tutto è dietro di te

GLI OCCHI DEL CANE

Entrano ,entrano, gli occhi del cane cercano
Svelto! Perchè sente il tuo respiro
e la paura approffitta di te
è un rasoio che porta con se
quando comincia l'assalto, tira un colpo dietro l'altro
mai, la minaccia è più forte che mai
non c'è modo di nascondersi ormai
can't go out, can't go out, can't go out man
non urlare nessuno sente

Provo ma è difficile
c'è qualcosa dentro che
mi agita e mi fa sembrare tutto inutile

Ti scrivo le parole
sul rumore cattivo
ubriaco e bastardo ma attivo
è qualcosa di più alto
non piegarti resta saldo
ha denti aguzzi ma non riuscirà
a masticarti per bene non sa
tieni duro fino a quando
se ne andrà via sanguinando

Provo ma è difficile
c'è qualcosa dentro che
mi agita e mi fa sembrare tutto inutile

FINO ALL'ANIMA

Tornerò, tornerò
ma non ho niente per provartelo
so che è difficile
sto cercando di distinguere
prendila come puoi
cerca almeno di sorridermi

Non è venuto a caso / tu lo sai
non credo sia sbagliato / io non potrei
non è venuto a caso / tu lo sai
non credo sia sbagliato

Dimmi che, dimmi che
è il momento di resistere
ho più forze di te
o forse molto da nascondere
e non chiedermi perchè
ho il dovere di non cedere

Non è venuto a caso / tu lo sai
non credo sia sbagliato / io non potrei
non è venuto a caso / tu lo sai
non credo sia sbagliato

And run
corri dentro al mio fuoco
and slide
lenta scivola
and run
corri dentro al mio fuoco
e scivola fino all'anima

non è venuto a caso / tu lo sai................

E tu scivolami nell'anima

IL VUOTO ELETTRICO lyrics

TEXACO TAP

Il peggio arriva adesso
sai bene che è così

E poi ti accorgi che non ti tieni più
nemmeno se lo vuoi senti il limite

Perché non vuoi
perché non vuoi
perché non vai al più presto
stringe di più
stringi di più
stringe di più il tuo morso

No, non è certo qui che ti aiuterai
se provi ancora puoi non riuscire mai

Questo non è
questo non è
questo non è il tuo posto
un sorso per
sentire che
tanto non è lo stesso
non dire "poi"
non dire "poi"
non dire "poi" adesso
dimentica
quello che puoi
riprenditi con questo
perché non vuoi
perché non vuoi
perché non vai al più presto

CRASH

Questo è l'ultimo scontro del re
controllato dalla tensione
macera molle il suo cancro nel
sugo acido della ragione
move!

Premia la troia per
l'osceno urto col pene
senti il metallo che
conosce il nome
bagna i sedili e
annusa intorno per bene
la lingua spinge sul
solco del seme

Crash / Move
Sei tu

Una volta tu
spezzi il tronco
dove il sole cuoce
e il  motore scalda

SEXXTASIE

Ecco che c'è
si muove lento al centro della terra e
ha un gusto amaro che mi piace mandar giù
mdma stanotte non lasciarmi più
bagnami il collo sotto le coperte

Dai
portami senza fretta dentro la città
non ho una pausa non c'è niente che non va
a ruota libera mi libero di me
mentre sento i miei figli farmi male

Ho due bicchieri pieni
e due candele che
si scioglieranno quando farà giorno

Calati in me
i tuoi tentacoli si muovono così
veloci sulla pelle d'oca come le
parole tristi che raccontano perché
staccherò il filtro a un'altra sigaretta

Scivola denso l'alcol
dolce dentro me
adesso sento forte il mio contorno

Adesso sento che ci sei
vorrei che non finissi mai
è tutto forte  e chiaro qui
e c'è un clima più mite

Drive
pochi minuti e mi hai portato fino a qui
con il motore fermo al minimo lo so
non ho la voglia di morire adesso che
stringo le labbra in mezzo alle tue labbra

Senza fatica
posso stare appeso a te
spingi la lingua nelle mie ferite

Un altro giro lo offro io
che sono bello più di Dio
ti prego vai sempre così
stanotte me lo succhi

Mdma ci sei ci sei
stringimi ancora se mi vuoi
ti sento forte e chiaro ormai
e sono molto meglio

NEANCHE UN MINUTO

Una notte, una notte
guardo nel bicchiere il fondo è
una foto con l'immagine
di due mani accese su di me

Mi ricordo bene
quello che mi scoppiava in bocca
mentre tu avevi tutto, tutto anche per me
una notte, una notte

Non esco più da questo bar
dove non c'è nessuno
e parlo con uno che non ha
perso neanche un minuto

Sembra un modo, forse è un modo per
farti ricordare ancora che
se ci pensi questo è il modo che
più mi piace

E non vedo altro
quando sono da solo
e posso farmi quello che voglio
ogni notte che sto morendo ,ogni notte

Non esco più da questo bar
dove non c'è nessuno
parlo con uno che non ha
perso neanche un minuto

Credo spesso che
sia più facile
se non sono in me
quando non ci sei

Sto pensando se
sia difficile
o lo sia di più
dove ci sei tu

LETTERE DAL FRONTE

Due sedie vuote è quello che mi spaventa adesso

quello che
non ho ancora perso
viene qui
risalta all'eccesso

intanto che così non è non è vero niente

tanto succederà
di solito è così
chissà se vedono tutti
quello che vedo io

si sveglia sempre accanto a me la sento respirare

tanto succederà
di solito è così
chissà se vedono tutti
quello che vedo io

ma così non è non è vero niente
una febbre che prima o poi si prende

DOLORES

Cambia posizione
qual'è il centro delle cose?
non importa dove entra
come muove la tensione

passano le ore
dentro a giorni mesi e anni
e sono tanti sono pieni di dolore
sei lo schiavo e dimmi

se esiste o meno
il tuo bersaglio
o ancora non lo sai
ma forse è meglio
guardare in faccia
il coraggio che non hai

posala con cura
la mistura
che va messa nel cannone
per levarti la coperta
per svegliarti in fretta

UNA NOVITA'

Sembra che
sia più sexy
goditi
il giusto verso

è così che hai
una novità
l'assaggi appena dove vuoi
mentre il caldo insiste
mentre il caldo insiste
mentre il caldo insiste

guardati
nello specchio
non sei tu
sempre diverso

LE MIE STREGHE

Penso per te
o penso per tutti
mi assento un po'
così...
sanguino
ore e ore
pullulo
di parole
sul vuoto che
da sotto mi spinge
brulica il mio
nido di bestemmie
e non si logora
quello che mi serve
e non si logora
quello che mi serve
six.....
crollano
le difese
bruciano
le mie streghe
sono a metà
è tutto ma è niente
perso a metà
con me
ed io lo so cos'è
cos'è che mi serve

TEST-TEST

E' così e chiede chiede chiede
semmai bevici un po' sopra e
vedrai che avrai ancora voglia
di parlare al vento parlare al vento

test test test test
che mando giù
test test test test test e
non rispondo non rispondo

tu fai fai fai
lo sai che tutto è giusto
non posso battermi con te
ma posso stare attento

test test test testami
le qualità
test test test test test
non rispondo
più

adesso devi dirmi a cosa servi tu
che cos'hai in mente
non rispondi
adesso devi farlo come fossi tu
devi darti contro
mentre guardo

OTTOBRE NOVANTASEI

La mia ambizione non porta a niente
non ci si muove non ci muoviamo mai
sotto coperta va sempre peggio
niente bandiera solo uno straccio
una nave che
era la pietra più preziosa della flotta
era il fiore nell'occhiello del mio orgoglio
giù nei miei occhi c'è solo sete
non vedo niente non vedo niente ormai
una pietra che
mi trascina per i piedi fino in fondo
non si attenua la sua presa
fino in fondo fino in fondo

BRUCIA

Questo basta questo basta
le luci accese rosse e il gas
è una festa nella bestia
sotto questa macchina

anche se mi fa schifo
posso guardarci dentro

non ci sento non ci sento
non c'è niente che vorrei
vedo bene vedo dentro vedo dentro
tu ci sei e non ci sei

come l'alta tensione
brucia correndo dentro me
sapendo che c'è
quello che mi serve adesso
brucia dentro me

IL VUOTO ELETTRICO  

La vita è dura in provincia
le unghie più mangiate
la nebbia sempre
la città è urgente
odiosa e superiore
aspirine a colazione
cinque giorni su sette
e l'odore caldo e nauseabondo della metropolitana
piena di gente di provincia
ingenua
che arriva sempre dopo
le sbronze sono dure da morire
come i pali della luce
che schiantano i parabrezza
non c'è niente da perdere
e hai una incredibile urgenza di bere

FULL FATHOM SIX lyrics

COME UN SOFFIO

è sempre più buio
nella mia metà
non si vede nulla,

non capisco più

sento come un soffio
sei tu?
sei tu?

chiedo solo se ce ne andiamo
come siamo
sono mezzo e uno
meglio di così
è non c’è abitudine
non capisco  più
sento come un soffio
sei tu?
sei tu?    

chiedo solo se ce ne andiamo
come siamo

FULL FATHOM SIX

non c’è niente da fare in città / non c’è niente da fare
un coltello nel burro che affonda / fino in profondità
sguardi attenti e feroci per chi / non ne vuole sapere in città
colpi sempre più bassi per chi / seppellisce una vita in frantumi

quello che disorienta non è / altro che la fatica/niente di più
chiude a chiave la porta e lo fa / quando è entrata la noia

un sestetto affiatato non è / ciò che rende una vita leggera
ogni passo un ostacolo che / è più infetto di un cane rabbioso

questa storia si chiuderà male per me / e il sipario calato
non è sempre una liberazione se poi / non c’è niente da fare in città

UOMINI CATTIVI NON HO PIÙ L’ETÀ PER LASCIARLI VIVI

non passa giorno senza che qui
non marcisca qualche cosa

cosa mi trattiene 

cosa mi fa stare su
non c’è nulla più
e neanche tempo

non passa notte senza che qui
non si riesca a prender sonno
sono certe cose senza traccia di pietà
dette solo per
dare più dolore

uomini cattivi
non ho più l’età                                                                                                    
per lasciarli vivi                                                                                                                                                    

PANORAMA                                                                                                                                      

muri che non si finiscono mai 
riquadri neri e opachi e non c'è
altro cui io
possa assistere da qui

accendo un'atra fiamma perché
non ho più ore per essere
fuori da chi
cresce forte più di me

chiudi le porte dietro di me
e non aprirle fintanto che
non ci sarà
pace e solitudine

PRIMANOIA

il dolore che non fa la mattina
il dolore che non fa
cosa ti attraverserà  come prima cosa
quando ti capiterà

di guardare fuori da una notte che

ti ha lasciato un segno che
tende a scomparire
una quotidianità come prima noia
calma e piatta e solida
calma piatta e solida

per guardarti fuori
per guardarti fuori

TOKYO

guarda verso la luce opaca   
she says “hallo”
so che mi perderò per strada        
è tokyo

tutto quello che vuoi ce l’ho
tutto quello che vuoi
da me

non mi importa la tua età
quanto costa una volta
vendo il cuore e l’anima
ora chiudi la porta
chiudila
chiudila

tutto quello che hai ce l’ho
tutto quello che hai
per me

UN FILO DI VITA           

dimmi perché io / non ricordo più / non ricordo più / perché sono qui

dimmi il perché / dritto negli occhi / corro anche se / non vedo più / un cazzo di niente /
e provaci tu / a contare i giorni / ogni giorno di più / dimmi
carboni spenti / è quello che c’è / piatti sempre più freddi / mi chiedo quand’è

che finirà il deserto / e mi sorprenderò / non ho il coraggio / io non ce l’ho /
che cosa perdo / che cosa ho / che cosa cambia…..che cosa

da dove cominciare / per ricordare se / valga la pena / dimmi

scavo il mio volto / poi cercherò / di ricucirmi dentro / guardami un po’
come si fa con chi / è appeso ad un filo di vita / sempre più lontano da qui

WASHINGTON CHE URLA

guido più veloce del solito.
nonostante il caldo tengo il maglione sopra la camicia buona e il volume quasi al massimo.
con le mani fredde, ne fumo una dietro l’altra, come invasato, non sentendone nemmeno il sapore.
giunto a Milano guardo con insistenza la cartina, pur sapendo esattamente dove andare.
ad ogni semaforo, verifico il percorso, e cambio continuamente corsia, senza ragione,
come per cercare ossigeno  e non rimanere soffocato.
fuori del palazzo metto in bocca una caramella e getto la sigaretta; i conati di vomito sono più intensi
ed il fumo li alimenta ad ogni boccata.
sulle scale, pensando a Silvana, a quanto mi manca, a quanto vorrei farla sempre più felice
nella stanza c’è un tavolo ovale ed una fila di ragazzi, accomodati tutti da una parte.
saluto e mi siedo di fronte a loro, nella parte vuota, fradicio di sudore e tremebondo.
c’è uno che parla e parla concentrando su di se l’attenzione di tutti.
uno con cui non vorrei mai più avere a che fare.

non mi muovo più di qui / stringo i pugni ma
tutto resterà così

alla fine la testa mi gira, la gola è secca e sudo ancora.
saluto educatamente e me ne vado.
il mio paradiso è un inferno di lamiere ustionate dal sole, con una radio dentro
e washington che urla

non mi muovo più di qui / stringo i pugni ma
tutto resterà così / (quanto durerà?)

GLI INCUBI

gli incubi
ecco i miei incubi
seduti qui

gli incubi
ecco i miei incubi
seduti qui

parlano
parlo con gli incubi
di quello che
spaventa ancora gli uomini
e spaventa me

figure opache che ascoltano
suoni profondi
coma elettronici                                                                                   
sereni finche’                                         
saranno soltanto incubi                         
ecco i miei incubi
accanto a me